In questi giorni non riesco a non pensare ai passeggeri dell’Airbus 320 della Germanwings ed al co-pilota tedesco Andreas Lubitz.

Ma chi è il co-pilota Andreas Lubitz? Originario di Montabaur (Germania), 28 anni, appena 630 ore di volo, lavorava per la compagnia Germanwings da settembre 2013. Conti alla mano, per prendere il brevetto servono circa 350 ore di volo quindi ne restano 280. In media un pilota in un anno matura circa 500 ore di volo… quindi con le sue appena 280 ore effettuate in 18 mesi Andreas Lubitz è decisamente sotto la media. Perché? In ogni caso, come sottolinea l’Amministratore delegato di Lufthansa  Carsten Spohr, il giovane pilota Andreas Lubitz era estremamente preparato, tanto da ricevere il certificato di eccellenza della Federal Aviation Administration (Faa) ed aveva superato tutti i test psicologici. Davvero quindi sono stati ritrovati a casa sua certificati medici strappati dove un neuropsichiatra gli intimava di prendersi una pausa dal lavoro?

grafico schianto alpi

Ok, lo ammetto: sono perplesso. In questa storia è evidente che esiste una grossa falla. Ma dove? Possiamo fare diverse ipotesi:

  1. IL CO-PILOTA ANDREAS LUBITZ HA FATTO SCHIANTARE VOLONTARIAMENTE L’AIRBUS 320. Se davvero Andreas Lubitz si è suicidato, perché non lasciare nemmeno una lettera e fare un gesto così plateale? Mi spiego: questo non è un suicidio, ma un omicidio volontario di 150 persone che non avevano niente a che fare con la vita del co-pilota. Ma soprattutto, davvero può esistere un neuropsichiatra che si limita solo a sconsigliarti di volare dopo un tentato suicidio? Certo è ipotizzabile che Andreas lo abbia tenuto nascosto per riuscire ad ottenere l’ideonità… ma mi volete dire che un potenziale suicida passa tranquillamente tutti i test psicologici? Mi sembra impossibile… in ogni caso se davvero vogliamo ritenere valida l’ipotesi che Andreas Lubitz ABBIA DECISO ARBITRARIAMENTE DI MORIRE, questo è OMICIDIO COLPOSO DI 150 PERSONE E NON HA NULLA A CHE VEDERE CON IL SUICIDIO. Thomas Salme, il fotografo svedese che per 13 anni ed oltre 10.000 ore di volo di cui gran parte come Capitano per molte compagnie di linea, tra cui l’italiana AirOne, ha volato senza brevetto avverando il suo sogno di fare il pilota, dice che è certo: Andreas Lubitz si è suicidato. L’aeroplano stava volando in quota a velocità di crociera e buone condizioni climatiche. Tutti i membri dell’equipaggio conoscono il codice per entrare in cabina. Una volta digitato il codice, se dalla cabina nessuno apre (ipotizziamo per un malore) la porta si apre entro 30 secondi automaticamente, a meno che chi è in cabina non spinga volontariamente il pulsante “blocca”. E le urla del comandante che tenta di sfondare la porta con un’ascia implorando Andrea Lubitz di aprire la porta lasciano poco spazio ai dubbi… se sono reali. La scatola nera avrebbe evidenziato che Andreas Lubitz avrebbe risposto “spero” e “si vedrà” alla richiesta del comandante di preparare l’atterraggio. Mi vuoi dire che se comandi un aereo con 150 persone a bordo e ti rispondono “si vedrà” alla richiesta di atterrare, tu te ne vai beatamente in bagno?
  2. IL CO-PILOTA ANDREAS LUBITZ ERA VITTIMA DI UN ATTENTATO TERRORISTICO.  Un’altra cosa che ho trovato strana nell’ipotesi di suicidio è questa: Lubitz ha aspettato che il comandante andasse in bagno. E se non ci andava? Se il suicidio era premeditato (ma non sembra dato che non sono state trovate lettere o dichiarazioni) era strettamente vincolato al restare solo. Dato che sembra che nessun altro sia entrato in cabina, l’altra ipotesi è che Andreas Lubitz fosse un terrorista. Ma anche questa ipotesi sembra assai improbabile e non risultano legami con nuclei terroristici. Oltretutto gli attentati terroristici vengono sempre rivendicati ed hanno luogo su obiettivi strategici.
  3. IL CO-PILOTA ANDREAS LUBITZ NON C’ENTRA NULLA CON LO SCHIANTO ED E’ TUTTA UNA MONTATURA PER NASCONDERE L’ERRORE MISSILISTICO. Ma perché un giovane di 28 anni che si vuole sposare e con la fidanzata incinta dovrebbe uccidere 150 persone e suicidarsi aspettando che il comandante vada in bagno? E soprattutto perché se era tutto premeditato pochi momenti prima, nel viaggio di andata, nonostante il comandante si sia assentato non è successo niente? I complottasti dichiarano che l’aereo è stato abbattuto e lo dimostrerebbe anche l’assenza di un punto preciso di impatto quasi a creditare l’ipotesi che l’airbus A320 sia esploso in volo. Si dice che in quell’area nelle ore della caduta dell’aereo Germanwings fossero in corso esercitazioni militari di simulazione di guerra aerea con sistemi laser da parte degli Stati Uniti. L’incidente sarebbe così stato causato direttamente da un test fallito del sistema laser di difesa aerea HELLADS degli USA contro immaginari obiettivi russi, durante un’esercitazione in ambito NATO. Queste armi laser di nuova generazione sarebbero in grado di fare esplodere un aereo in volo. La porta della cabina di pilotaggio sarebbe stata forzata dal Comandante perché il sistema di chiusura elettronico sarebbe rimasto bloccato dal sovraccarico elettrico generato dal sistema HELLADS prima della presunta esplosione. E certo è che il fatto che la scatola nera più importante sia inutilizzabile non migliora la situazione.

Qualunque sia la verità una certezza rimane: se davvero era così difficile a causa dei rumori di fondo decifrare il contenuto della scatola nera tanto che hanno dichiarato che ci impiegheranno settimane, come hanno fatto in poche ore a sentire nitidamente il respiro regolare di Andreas?

Personalmente non mi sono ancora fatto un’idea dell’accaduto, ma sicuramente non prendo per buona a priori le dichiarazioni dei media stipendiati e controllati dagli stessi paesi della NATO senza prima essermi informato su tutte le possibilità.

Del resto, comunque sia andata, 150 angeli voleranno per sempre in un cielo che doveva ospitarli solo per un attimo. Che loro e le loro famiglie trovino pace.

E tu cosa ne pensi? Ogni commento educato di qualsiasi fazione è il benvenuto per arricchire il quadro e discutere di un argomento da non dimenticare.

Andrea

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