Le emozioni sono stati mentali e fisiologici associati a modificazioni psicofisiologiche, a stimoli interni od esterni, naturali od appresi. In termini evolutivi, la loro principale funzione consiste nel rendere più efficace la reazione dell’individuo a situazioni in cui si rende necessaria una risposta immediata ai fini della sopravvivenza, reazione che non utilizzi cioè processi cognitivi ed elaborazione cosciente.

Charles Darwin

Sinceramente non avevo mai osservato le emozioni da questo punto di vista. Ho sempre pensato che queste fossero un qualcosa d’innato, dalla tristezza alla gioia, dalla paura alla rabbia, dalla sorpresa all’attesa, dal disgusto all’accettazione.

Eppure, sono un qualcosa che proviamo ogni giorno, ogni istante. Qualcosa di così radicato in noi che ci dimentichiamo quasi che esiste.

Sapevi che il neonato evidenzia tre emozioni fondamentali chiamate appunto “innate”: paura, amore, ira. Entro i primi cinque anni di vita manifesta altre emozioni fondamentali quali vergogna, ansia, gelosia, invidia. L’evoluzione delle emozioni consente al bambino di comprendere la differenza tra il mondo interno ed esterno, oltre a conoscere meglio se stesso. Dopo il sesto anno di età, il bambino è capace di mascherare le sue emozioni e di manifestare quelle che si aspettano gli altri da lui. Quindi possiamo definirci innocenti fino a 5 anni.

Anne-Geddes

Le emozioni sono potentissime: sono capaci di modificare il nostro metabolismo, il nostro livello ormonale e spesso ci causano reazioni somatiche interne ed esterne. Queste reazioni nascono sia dall’incapacità di esprimere esternamente le proprie emozioni, sia da un disagio interno così grande che porta allo sfogo esterno.

Nella mia famiglia l’educazione è sempre stata molto importante, tanto da considerare fondamentale controllare quelle emozioni socialmente negative. Tuttavia ogni giorno mi scontro con le realtà più diverse e mi rendo conto che ci sono tanti disturbi emotivi quanto carenze dell’educazione.

E quello che mi mette più paura è vedere coetanei perdere totalmente il controllo perché schiacciati dal loro stesso modo di essere. I figli di oggi saranno i padri di domani. Certo un mondo di empatici sarebbe sicuramente carico di prospettive, ma per il momento mi accontento di salutarti con uno spunto di riflessione: tu controlli le tue emozioni o le accetti e le lasci andare?

A presto,

Andrea

PS Goleman sosteneva che l’empatia e l’autocontrollo sono due competenze sociali che aiutano l’individuo a costruirsi una vita relazionale ricca ed emotivamente soddisfacente, la quale, è ormai noto, influenza positivamente anche il benessere psico-fisico della persona. In un’epoca d’instabilità come quella contemporanea, cercare di sintonizzarsi sia con sé stessi che con gli altri è fondamentale per non rinchiuderci in un muro d’insoddisfazione capace di distruggere noi stessi e chi ci sta intorno. Non dimenticarlo mai!

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